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    August 21

    Considerazioni sull'agire umano.

    Queste sono riflessioni spurie in un momento di ben poca lucidità. Il caldo estivo e lo stesso soggetto di questo intervento, l'agire umano, uccidono. A nulla vale la brezza notturna che, pure un po', rinfresca l'aere, sì come la logica, che cerca di spiegare e giustificare la routine dell'essere umano in vita. Anche perché, morto, un essere umano di routine ne ha ben poca. 
    Le azioni umane, diceva qualcuno, sono regolate e frutto dell'azione di due forze: Amore e Odio. 
    Se volessimo applicare i criteri della neo-lingua orwelliana a questa sentenza, essa apparrebbe trasformata. Infatti non esisterebbe più una delle due forze, l'Amore o l'Odio, in quanto una sarebbe semplicemente la negazione dell'altra. Amore e non-Amore, oppure Odio e non-Odio. La prospettiva di visione è qui indifferente.
    Queste due forze non sono sottoponibili a logica. Affermazione pericolosa, in quanto l'agire sotto l'impulso di una forza non è prevedibile, ma sarebbe logico in quanto risponde all'istinto. E l'istinto è logica pura, in quanto chi ha fame mangia, chi ha sete beve e così via. Tuttavia credo sia opportuno staccarsi dal campo dell'istinto, in quanto difficilmente applicabile ai sentimenti umani, o almeno mi auguro che sia così. Se così non fosse, allora strapperò queste vesti e non impedirò più alla mia volontà di sfogarsi come meglio crede, in barba all' "animalità" della cosa. 
    Non esiste quindi una logica dell'Amore o del suo contrario. E nonostante sia qui ad affermarlo, il mio ego ancora non riesce a capacitarsene. Perché stupirsi e soffriire, quando non ve ne è motivo, di una azione o delle sue conseguenze?
    La mancanza di controllo è sofferenza, quella vera. Se si fosse in grado di controllare le proprie emozioni, allora si che non ci sarebbe più dolore. L'impassibilità e la freddezza non esistono se non nella loro apparenza purtroppo. E questo comporta molte cose, positive e negative oggettivamente, negative e basta a livello soggettivo in questo momento.
    Frustrante non avere risposta alle domande che turbinano nella propria mente. Frustrazione e odio insieme (odio inteso come non-Amore, o amore di se stessi, in quanto si odia per un miglioramento della condizione personale) quando ci si rende conto di essere impotenti, e si è aggrappati ad un nulla per il futuro. Infantile frustrazione colma d'odio tutto sommato. Il futuro non sarà mai cosa certa. Ma rimane frustrante egualmente. 
    Sono tentato di pensare che la persona proietti un'aura attorno a se, che gli altri percepiscono ognuno in modo diverso. Spiegherebbe moltissime cose, dopotutto, per quanto sia assurdo.
    In tanti momenti ci si aggrappa proprio a tutto pur di sopravvivere. E' questo il problema della razza umana. 

    Comments (2)

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    Elena Giuliawrote:
    "Se si fosse in grado di controllare le proprie emozioni, allora sì che non ci sarebbe più dolore."
    Mi chiedo: se si fosse in grado di controllare le proprie emozioni, entro quanti e quali limiti ci ritroverremo confinati? Se ne fossimo capaci, col dolore verrebbe a mancare l'istinto, e con l'istinto anche l'imprevedibilità che, per fortuna, rende le azioni (e così il futuro) delle incognite. Che noia vivere un romanzo che si conosce pagina per pagina fino alla fine.
    Ma ammettiamo per un attimo che tutto questo non accada e che, forti del totale autocontrollo, si riesca ad eliminare solamente il dolore. Niente più sofferenza, impassibilità e freddezza finalmente concretizzate in modi di guardare alla vita. Pur non essendo masochista e provando come tutti una certa avversione per il dolore, io non riuscirei ad esistere senza. Perchè inevitabilmente, senza dolore, non sarebbe più possibile avvertire nemmeno il suo opposto, e si sprofonderebbe poco tempo nella totale apatia. α-πάθεια, assenza di dolore, e di tutto il resto. Assenza di passioni, che, ancora una volta, per fortuna donano qualche colpo di scena al nostro romanzo.
    Siamo fatti di contraddizioni, viviamo incastrati tra amore-odio, gioia-dolore, e nella più totale incertezza (salvo per pochissimi punti fermi) riguardo al futuro. E il nostro agire, di conseguenza, i nostri sentimenti, tutto obbedisce ad un istinto più o meno rinconducibile alla logica -che, personalmente, trovo troppo sterile per essere applicata al mosaico di impulsi ed emozioni che muovono l'agire umano.
    Perlomeno questo è quello in cui mi piace credere, e in questo penso tu abbia ragione: ci si aggrappa proprio a tutto pur di sopravvivere; ma probabilmente questo è solo uno dei problematici, indispensabili pregi della razza umana :°D
    Aug. 22
    Giuseppe S.wrote:
    il futuro non è cosa certa... ma esistessero certezze non sarebbe più vita, anzi, cominceresti a percorrere binari fino ad una fine. Non possiamo sapere se i sentimenti sono istinti, ma di certo non possono essere del tutto razionali, perche se usassimo così tanta ragione, faremmo morire così tante emozioni, che perderebbe di senso al vita stessa. Così come una donna non va capita, ma amata (se amore c'è), così la vita non va capita, ma vissuta. Semplicemente. Se ci aggrappiamo a qualcosa, seppur sia pazzia, per vivere, o come dici te per sopravvivere, almeno sia una bella pazzia! tanto nessuno è normale....
    Aug. 22

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